MATA HARI: Una sensuale odalisca , un’inafferrabile spia
Pubblicato da Destiny
L’Occidente associa all’harem l’immagine di odalische belle e lascive dimenticando che nella tradizione musulmana il fascino femminile è strettamente collegato a doti di intelligenza e coraggio, unite ad un profondo senso di libertà.
La figura dell’odalisca, il cui vestito di piume le consente di volare e liberarsi dai vincoli matrimoniali, è costruita sull’immagine dell’originaria dea-madre Ishtar, che sceglie i proprio concubini liberamente, distinguendo la maternità dalla fedeltà coniugale.
Mata Hari può essere considerata la moderna Sharazad.
Mentre Sharazad, nelle “Mille e una notte”, oppose alla logica maschile della forza la magia della parola, con cui tesseva nella notte trame di racconti avvincenti, che inducevano il re a differire di giorno in giorno l’esecuizione, Mata Hari utilizzò la forza della danza, in particolare le danze sinuose tradizionali dell’isola di Giava, per ammaliare le più importanti personalità politiche del tempo, diventando la più famosa, la più astuta e sicuramente la più intrigante spia di tutti i tempi.
Dopo aver cambiato il suo nome (Margairetha Geertuida Zelle) in Mata Hari, un nome di origine malese che significa “Occhio dell’Alba”, il 13 Marzo 1903, in un piccolo ma prezioso locale, la bella odalisca si esibì al suono di musiche esotiche vestita solo di un reggiseno ingioiellato e di 7 veli che, uno dopo l’altro, caddero a terra.
Questo momento segna l’inizio delle sue menzogne, basate sulla costruzione di un’immagine seducente ed esotica di se.
«Sono nata a Giava e vi ho vissuto per anni […]sono entrata, a rischio della vita, nei templi segreti dell’India [ … ] ho assistito alle esibizioni delle danzatrici sacre davanti ai simulacri più esclusivi di Shiva, Visnù e della dea Kalì [ … ] ho sangue indù nelle vene».
Il 18 agosto 1905 fu consacrata come la «donna che è lei stessa danza», «artista sublime», e come colei che «riesce a dare il senso più profondo e struggente dell’anima indiana».
Ma anche per questa splendida danzatrice, che è oggi divenuta una leggenda, giunsero le note dolenti: spinta sia dalle enormi offerte di denaro e grazie dalle numerose relazioni amorose che aveva intrecciato negli anni della sua celebrità divenne un’abile spie sia per conto dei Tedeschi sia per conto dei Tedeschi. Nel 1916 si trova a Madrid ed è in contatto sia con l’addetto militare all’ambasciata tedesca, Arnold von Kalle, sia con il colonnello dell’ambasciata franceso Joseph Denvignes, al quale riferisce le manovre dei sottomarini tedeschi al largo delle coste del Marocco. Arnold von Kalle ha però compreso che Mata Hari fa il doppio gioco…
La mattina del 13 febbraio 1907 viene arrestata a Parigi nella sua camera Continua..
LA MACCHINA DELLA VERITA: UNO STRUMENTO PER INDAGARE IL NOSTRO INCONSCIO?
Pubblicato da Destiny
Sino ad oggi sono stati compiuti numerosi studi sul funzionamento del cervello, l’unica parte del nostro corpo che non siamo ancora in grado di spiegare nella sua completezza. Numerose ricerche confermano che, nella nostra vita quotidiana, sfruttiamo solo il 10% delle risorse offerte dal nostro percento. Il restante 90% per noi è INCONSCIO, ovvero non-conosciuto.
Il fatto che la maggior parte del nostro cervello sia insondabile ad oggi, non implica assolutamente che i nostri pensieri vadano perduti una volta che li abbiamo pensati; essi vengono ibernati anche se a noi pare di non ricordarli o tentiamo con tutte le nostre forse di liberarci di loro.
Non esistono delle macchina che siano in grado di riprodurre il pensato umano, ne di decodificarlo ma ne esiste una che è in grado di scoprire, con un’affidabilità del 99%, la verità!
Poste ad un individuo una serie di semplici domande a cui egli deve rispondere o si o no, la macchina è in grado di scoprire se le risposte emesse oralmente dall’individuo coincidano o meno con la risposta che INCONSCIAMENTE il nostro corpo da a tali domande.
Appena ho riflettuto sulle potenzialità di questa macchina, subito mi è balzato alla mente il Continua..
Dejà vu: tra normale e paranormale
Pubblicato da Sira
Déjà vu, dal francese “già visto”, è il termine che indica quella sensazione insolita o illusione di aver già visto o sperimentato qualcosa che in realtà si sta vivendo per la prima volta.Nella storia della psicoanalisi questo fenomeno è stato interpretato come un momento improvviso in cui riaffiorirebbero alla mente ricordi, o anche solo vaghe sensazioni di familiarità.
La maggior parte delle persone sperimenta questa percezione, bene o male i due terzi della popolazione, è comunque ricorrente in particolar modo tra le persone di età compresa tra i 14 e i 25 anni e secondo le statistiche si verifica più facilmente in persone con un reddito sufficientemente alto, con una buona cultura o che viaggiano; sembra inoltre essere più frequente tra le persone stressate; tra l’altro per alcuni le esperienze di déjà vu sembrano essere state già vissute nei sogni precedenti al fenomeno.
Se ci sembra di rivivere un avvenimento o una sensazione passata, probabilmente il déjà vu si verifica perché un’esperienza precedente non era stata codificata in modo appropriato nella memoria e di conseguenza la presente situazione innesca il ricordo di un frammento del passato e di un insieme di sensazioni.
Un’altra interpretazione di questo fenomeno psicologico è che l’impressione di essere già stati da qualche parte è spesso dovuta al fatto che in effetti ci siamo già stati in quel posto, solo che abbiamo dimenticato gran parte della prima esperienza perché magari in quel momento non Continua..